IL
“PATRON” GIANNI DULBECCO: «LA 12^ EDIZIONE DEL SALONE DEL LIBRO DI MONTAGNA È
STATA MOLTO PARTECIPATA. I NUMEROSI ATTESTATI DI STIMA RICEVUTI IN QUESTI
GIORNI CI SPRONANO A PREDISPORRE AL MEGLIO L’EDIZIONE DEL PROSSIMO ANNO NEL
SEGNO DELLA CONTINUITA’».
Frabosa Sottana (CN) 20 luglio 2026 – È un segnale di continuità quello che lascia
l’edizione 2026 del Salone del Libro di Montagna di Frabosa Sottana conclusosi
ieri con le ultime presentazioni librarie in programma e tra gli applausi dei
presenti, richiamati dal fascino, oltre che dall’importanza, che ha da sempre
la cultura nel contesto della nostra società.
«Abbiamo
registrato una costante crescita nel numero di presenze nonostante il
grande caldo – commenta soddisfatto Gianni Dulbecco, presidente
dell’Associazione Culturale Valle Maudagna, promotrice dell’evento– grande
risonanza ha avuto la conferenza organizzata dopo l’inaugurazione di sabato
mattina “Il pane dell’esodo, un secolo d’emigrazione dei pionieri dell’arte
bianca di Niella Tanaro in Costa Azzurra” con presentazione del libro
a cura della giornalista francese Gèraldine Giraud. Presenti assieme a
lei lo scrittore Aleardo Fioccone traduttore del libro in italiano, Gian
Mario Mina Sindaco di Niella Tanaro e il giornalista Paolo Roggero
in qualità di moderatore. Piace in questa occasione ringraziare tutti coloro
hanno consentito di poterci presentare all’attenzione del pubblico per la
undicesima stagione. Il calore e gli attestati di stima ricevuti in questi
giorni, rappresentano uno stimolo in più per preparare al meglio l’edizione del
Salone del 2026».
Fulcro
dell’evento sono stati ancora una volta le presentazioni librarie. Dieci i
libri presentati nell’ambito della “due giorni” di Frabosa Sottana.
Ad aprire la rassegna dedicata ai libri è stato Giovanni Battista Rulfi
alle 15,30 con la presentazione del libro “Miroglio e il Kyé”. Questo
volume rappresenta un documento autentico, nato con l’intento di mantenere vivo
il dialetto di Miroglio, (antica borgata del comune di Frabosa Sottana) il Kyé,
attraverso le testimonianze e le voci della sua gente. Con la partecipazione
di Ettore Basso presidente della neonata Associazione
Miroglio e il Kyè
Le presentazioni sono proseguite con la scrittrice Cinzia Dutto,
che ha proposto “Gocce d’inchiostro e trucioli di legno”, Un libro nato dall’incontro tra due linguaggi, quello
della parola e quello della materia. Cinzia Dutto, cacciatrice di storie, ed
Enrico Challier, scultore del legno e delle emozioni, intrecciano le loro voci
per dare forma a un dialogo tra arte e vita. Quattro verbi – Osa, Vivi,
Meravigliati, Ascolta – guidano il lettore lungo un percorso di rinascita e
consapevolezza, dove ogni gesto creativo diventa un atto di coraggio. Nelle
pagine di Enrico prendono corpo donne ribelli, scolpite nel legno come simboli
di libertà e resistenza: figure che si oppongono al silenzio, alla paura,
all’indifferenza. Nelle parole di Cinzia risuonano invece le voci anonime e
autentiche di chi ha partecipato alle sue presentazioni: messaggi lasciati in
un barattolo della gentilezza, biglietti scritti a mano da sconosciuti che, con
semplicità, hanno donato un frammento di sé. Il risultato è un libro doppio e
armonioso: da una parte la materia che si trasforma, dall’altra l’inchiostro
che custodisce emozioni. È un invito a
riconoscere la bellezza del quotidiano, ad accogliere la meraviglia e ad
ascoltare: sé stessi, gli altri, il mondo che respira.
Alle ore 17,30 è stata la volta di Pietro Grosso con “L’assedio
di Mongiardino” Nel decimo secolo dopo Cristo, a
Mongiardino, piccola località posta tra le montagne del basso Piemonte, la vita
degli abitanti trascorre nella stessa essenziale quotidianità, così come è
sempre stato, in modo pressoché identico ai loro avi, negli anni e nei secoli
precedenti. Ma incombono eventi drammatici ed imprevedibili, che potrebbero
cambiare le loro vite per sempre. O forse, cambierà solo il nome del loro
paese.
A conclusione della prima giornata Attilio Ianniello ha
presentato il libro “Di monti, castagne e uomini” Il Comizio Agrario di Mondovì, ed altri Enti, nella
cura e promozione dei castagneti tra XIX e XX secolo” Dalla frequentazione
assidua della grande documentazione archivistica e bibliotecaria presente nella
sede del Comizio Agrario stesso sono nati i suoi innumerevoli lavori.
Risposta positiva del pubblico anche per gli autori presenti nella giornata
di domenica. Ad aprire le danze la presentazione dei libri “Caprauna
storie di un piccolo mondo antico” e Caprauna il profumo e il
sapore dei ricordi” a cura dell’Associazione Amici per
Caprauna con la partecipazione di Aldo Acquarone, Angela Bruzzone e Ines
Rolando. Il
piccolo mondo antico cui allude il titolo del primo libro è, appunto, Caprauna,
un piccolo paese di meno di cento abitanti, a quasi 1000 metri di quota.
Situato all'apice della Val Pennavaire, alle spalle di Albenga, ma è già in
provincia di Cuneo. Il
volume racchiude racconti, cronache e ritratti, che riproducono uno spaccato
della vita contadina dei secoli scorsi. Sono quasi tutte storie vere nei fatti,
rilevate da testimonianze, interviste, ricordi e ricerche d'archivio,
arricchite da un pizzico di fantasia ed immaginazione nella creazione dei
dettagli.
Il
secondo è un volume di storie che vedono come protagonista la comunità di
Caprauna, così come emergono dai ricordi di chi le ha vissute o le ha sentite
raccontare all'interno della propria casa, con riferimenti puntuali ai luoghi,
alle persone e ad accadimenti specifici del paese. Nei racconti
il paesaggio, fatto di monti e boschi segnati da sentieri spesso gelati ed
impervi, di terrazzamenti strappati alla roccia, vicoli, orti, lavatoi, stalle
e cucine, è lo scenario di una vita all'insegna del faticoso lavoro, che
accomuna uomini, donne ed anche bambini, ma sostenuta da valori condivisi, dal
senso di appartenenza e solidarietà, dalla partecipazione ai riti della festa,
religiosa o pagana che sia.
Le presentazioni sono proseguite con l’antologia “Alberi maestri,
un bosco di storie”. Presenti alcuni degli autori Aldo Acquarone, Franca
Acquarone, Graziella Belli, Loredana Canavese. Uno dei paesaggi più suggestivi delle nostre valli è
quello del castagneto tradizionale, caratterizzato dalla maestosità degli
alberi e dal prato sottostante; negli ultimi anni però si sono ridotte
notevolmente le aree castanicole gestite e manutenute, a causa della scarsa
convenienza economica della vendita del prodotto, pur essendo di notevole
qualità. Anche nei castagneti abbandonati, rimane l’imponenza e la solennità
delle grandi piante, in ogni stagione. Gli alberi hanno caratterizzato nei
secoli la vita e l’economia delle nostre valli, garantendo una parte
consistente di quanto era necessario per sopravvivere sulle nostre montagne. I
racconti raccolti in questo libro hanno stili, ritmi e contenuti differenti, ma
sono stati tutti ispirati dalle passeggiate, dalle osservazioni e dalle
discussioni che gli autori hanno condiviso tra i boschi e le borgate del nostro
territorio, direttamente presenti in alcuni testi e aleggianti in altri.
Alle 17,30 Giorgio Ferraris ha proposto
l’antologia “Un tempo in Alta Val Tanaro” Folklore e tradizioni popolari di ieri, oggi e domani.
La strada che affianca il corso del Fiume Tanaro da Nucetto a Ormea è sempre
stata la principale via di collegamento tra la pianura cuneese e la Liguria di
ponente e quindi le popolazioni locali sono inevitabilmente venute a contatto
con persone, lingue, e culture di diverse provenienze, che ne hanno influenzato
modelli di vita e cultura. La linea ferroviaria da Ceva a Ormea, realizzata sul
finire dell’Ottocento, ha portato sul territorio le industrie e il turismo e ha
facilitato il collegamento degli abitanti della Valle con il resto del mondo da
più di un secolo. Nonostante tutte queste aperture, nei paesi dell’Alta Val
Tanaro si sono mantenute alcune tradizioni e manifestazioni di antica origine e
se ne sono riscoperte altre che hanno radici nel nostro passato e valorizzano
la nostra storia.
La rassegna ha avuto conclusione alle 18,30 con il giallista
Bruno Vallepiano con il suo ultimo lavoro “Senza una vera
ragione” Rudy Ferrero, investigatore privato torinese in declino,
accetta un banale caso di infedeltà che si trasforma presto in un incubo. La
donna che pedina viene trovata morta e, quasi in parallelo, un prete gli chiede
di ritrovare la sorella scomparsa. Tra silenzi ostinati, piste che si chiudono
e minacce sempre più esplicite, Rudy capisce di essere finito in una trama
molto più grande di lui: è stato usato per costruire alibi e coprire crimini.
Ferito ma determinato, sceglie di andare fino in fondo, anche a costo della
propria vita.
Presso
la Sala Consiliare del Municipio che ha ospitato il Salone del Libro di
Montagna di Frabosa Sottana era presente uno stand espositivo della
Libreria Confabula di Mondovì.
Importante,
per la sua riuscita, il contributo fornito della Fondazione CRC, della Banca di
Credito Cooperativo di Pianfei e Rocca de Baldi, del Comune di Frabosa Sottana
e di alcune aziende di Piemonte e Liguria, a tutti quanti va il nostro più sentito
ringraziamento.
Immagini e altre notizie sugli eventi della 12ª edizione del Salone del
Libro di Montagna di Frabosa Sottana sono reperibili sul profilo
Facebook del Salone, all’indirizzo salonelibrofrabosa e sui siti
salonelibromontagna.blogspot.it e frabosasottana.com





































































