29 maggio 2026

Al Salone del Libro di Montagna si presenta "Alberi maestri, un bosco di storie" Autori Vari Antologia curata da Giorgio Ferraris, Marino Magliani, Flvio Sttroppini

 


“Alberi maestri, un bosco di storie” – Autori Vari [Araba Fenice]

Uno dei paesaggi più suggestivi delle nostre valli è quello del castagneto tradizionale, caratterizzato dalla maestosità degli alberi e dal prato sottostante; negli ultimi anni però si sono ridotte notevolmente le aree castanicole gestite e manutenute, a causa della scarsa convenienza economica della vendita del prodotto, pur essendo di notevole qualità. Anche nei castagneti abbandonati, rimane l’imponenza e la solennità delle grandi piante, in ogni stagione.

Gli alberi hanno caratterizzato nei secoli la vita e l’economia delle nostre valli, garantendo una parte consistente di quanto era necessario per sopravvivere sulle nostre montagne.

Il bosco rappresenta una parte rilevante del nostro ambiente e del nostro paesaggio, oltre che una componente significativa della nostra cultura e della nostra economia, con l’eccellenza della Scuola Forestale, Istituto Superiore Statale a indirizzo forestale ambientale, istituita a Ormea quarant’anni fa, e con il Consorzio Forestale “Monte Armetta”, costituito per la gestione dei boschi del territorio comunale.

I racconti raccolti in questo libro hanno stili, ritmi e contenuti differenti, ma sono stati tutti ispirati dalle passeggiate, dalle osservazioni e dalle discussioni che gli autori hanno condiviso tra i boschi e le borgate del nostro territorio, direttamente presenti in alcuni testi e aleggianti in altri.

28 maggio 2026

Bruno Vallepiano presenta al Salone del Libro di Montagna "Senza una vera ragione" Golem Edizioni

 



Bruno Vallepiano “Senza una vera ragione” [Golem Edizioni]

Rudy Ferrero, investigatore privato torinese in declino, accetta un banale caso di infedeltà che si trasforma presto in un incubo. La donna che pedina viene trovata morta e, quasi in parallelo, un prete gli chiede di ritrovare la sorella scomparsa. Tra silenzi ostinati, piste che si chiudono e minacce sempre più esplicite, Rudy capisce di essere finito in una trama molto più grande di lui: è stato usato per costruire alibi e coprire crimini. Ferito ma determinato, sceglie di andare fino in fondo, anche a costo della propria vita.

Bruno Vallepiano è nato a Roburent e in questo paese della montagna cuneese risiede tutt'oggi. Si è occupato per oltre 40 anni di attività turistiche legate al mondo della neve ed ha ricoperto per tre mandati la carica di Sindaco. È stato presidente del CFP Cebano Monregalese, l'Agenzia formativa che ha sedi nelle città di Mondovì, Ceva e Fossano per due mandati ed è stato presidente di "Cuneo Neve", il consorzio che raggruppa le stazioni sciistiche del cuneese. Scrittore e giornalista di lungo corso, ha pubblicato oltre 40 titoli tra saggi, guide, racconti, sceneggiature e narrativa. Molti suoi libri sono legati, a vario titolo, alla montagna. Da vent'anni si dedica principalmente al giallo; è autore di una quindicina di romanzi ascrivibili a questo genere, nello specifico al noir mediterraneo.

27 maggio 2026

Giorgio Ferraris presenta al Salone del Libro di Montagna "Un tempo in Alta Val Tanaro" [Araba Fenice]

 


Un tempo in Alta Val Tanaro a cura di Giorgio Ferraris [Araba Fenice]

Folklore e tradizioni popolari di ieri, oggi e domani. La strada che affianca il corso del Fiume Tanaro da Nucetto a Ormea è sempre stata la principale via di collegamento tra la pianura cuneese e la Liguria di ponente e quindi le popolazioni locali sono inevitabilmente venute a contatto con persone, lingue, e culture di diverse provenienze, che ne hanno influenzato modelli di vita e cultura. La linea ferroviaria da Ceva a Ormea, realizzata sul finire dell’Ottocento, ha portato sul territorio le industrie e il turismo e ha facilitato il collegamento degli abitanti della Valle con il resto del mondo da più di un secolo. Nonostante tutte queste aperture, nei paesi dell’Alta Val Tanaro si sono mantenute alcune tradizioni e manifestazioni di antica origine e se ne sono riscoperte altre che hanno radici nel nostro passato e valorizzano la nostra storia.

Giorgio Ferraris, maestro elementare in pensione, Sindaco di Ormea e Presidente dell’Unione Montana Alta Val Tanaro. Ha scritto e pubblicato Alpini dal Tanaro al Don (2009), sulle vicende dei Battaglioni Ceva e Mondovì al fronte russo e “In prima linea a Nowo Postojalowka” (2013) sulla ritirata di Russia del reduce Giacomo Alberti del Battaglione Pieve di Teco. Con Giorgio Gonella e Giorgio Raviolo è autore di “Ricordati che sei del Ceva. Storia di un battaglione alpino (2014). Insieme a Franca Acquarone ha curato il volume “I racconti del treno (2015), libro nel quale è presente il suo racconto Stazione di Trappa, 30 aprile 1943. Nel 2018 ha pubblicato “La Bella Epoque di Ormea”. Insieme a Carlo Bonino ha realizzato “Le cartoline di Jan Neer – Fotografo di inizio ‘900 – Dall’Alta Val Tanaro alla costa ligure (2021). Ha scritto i testi di “Lungo le vie del tempo. Arte e saggezza antica nei numeri civici di Gianni Vinai a Chionea (2022). Nel dicembre 2022, nella ricorrenza degli 80 anni dagli avvenimenti, ha pubblicato "Le ultime tradotte per la Russia. Gli Alpini dei Battaglioni Complementi della Cuneense". Nel 2024 ha pubblicato il libro "Mario Odasso, Ufficiale Alpino in Albania e Russia" Tutti i libri sono pubblicati da Araba Fenice.

Testi di Giuseppe Carazzone, Giorgio Ferraris, Roberto Meriggio, Aligi Michelis, Ezio Michelis, Roberto Moriani, Giammario Odello 

26 maggio 2026

L'Associazione Amici per Caprauna presenta "Caprauna storie di un piccolo mondo antico" e "Caprauna il profumo e il sapore dei ricordi"

 

                     


Intervengono Aldo Acquarone, Angela Bruzzone e Ines Rolando

Il piccolo mondo antico cui allude il titolo del volume è, appunto, Caprauna, un piccolo paese di meno di cento abitanti, per la maggior parte anziani, a quasi 1000 metri di quota. Situato all'apice della Val Pennavaire, alle spalle di Albenga, ma già in provincia di Cuneo, è composto da cinque borgate: Poggio-capoluogo, Ruora, Chiazzuola, Case Mezzane, Case Sottane. Il volume racchiude racconti, cronache e ritratti, che riproducono uno spaccato della vita contadina dei secoli scorsi. Sono quasi tutte storie vere nei fatti, rilevate da testimonianze, interviste, ricordi e ricerche d'archivio, arricchite da un pizzico di fantasia ed immaginazione nella creazione dei dettagli. Sono piccole storie, testimonianza della vita di un ambiente rurale, profondamente legato alla natura ed alle stagioni, ai cicli della vita, ai riti e alla devozione religiosa, sulla trama della grande Storia e di cambiamenti epocali (epidemie, diritti feudali, le guerre mondiali, l'elettricità, il turismo in Riviera...)



Ancora un volume di storie che vedono come protagonista la comunità di Caprauna, così come emergono dai ricordi di chi le ha vissute o le ha sentite raccontare all'interno della propria casa, con riferimenti puntuali ai luoghi, alle persone e ad accadimenti specifici del paese. Nei racconti il paesaggio, fatto di monti e boschi segnati da sentieri spesso gelati ed impervi, di terrazzamenti strappati alla roccia, vicoli, orti, lavatoi, stalle  e cucine, è lo scenario di una vita all'insegna del faticoso lavoro, che accomuna uomini, donne ed anche bambini, ma sostenuta da valori condivisi, dal senso di appartenenza e solidarietà, dalla partecipazione ai riti della festa, religiosa o pagana che sia.

Filo conduttore delle storie che si snodano lungo il corso dell'anno è la presenza di una ricetta incastonata all'interno di ognuna, nella consapevolezza che attorno al cibo spesso si intrecciano le vicende e le relazioni non solo delle famiglie, ma delle intere comunità, perché la ricerca degli ingredienti, la preparazione e la cottura del cibo può essere occasione per definire una propria identità culturale. Allo stesso scopo identitario particolare attenzione è dedicata ai termini dialettali che definiscono i luoghi, gli attrezzi, gli oggetti della vita quotidiana ed i cibi.








21 maggio 2026

Giovanni Battista Rulfi presenta al Salone del Libro di Montagna "Miroglio e il kyé"

 




“Miroglio e il kyè” [Associazione Miroglio e il Kyé] con le fotografie di Beatrice Chiappa. Si tratta di un lavoro che intende prima di tutto fare memoria della borgata, delle sue tradizioni e della sua peculiare lingua, a partire dalle voci degli storici abitanti di Miroglio. «Intendiamo destare l’attenzione sulla nostra borgata e fissare dettagli e tradizioni che altrimenti rischierebbero di essere dimenticati – ci dice il presidente Ettore Basso –. Il libro raccoglie le testimonianze di chi ha vissuto il passato e ne immortala i volti. In futuro sarà possibile ascoltarne anche la voce, perché oltre alle foto e ai testi presenteremo anche un docufilm, curato da Pietro Schellino, con le riprese delle interviste. Un elemento ulteriore estremamente prezioso, perché sarà possibile ascoltare la viva voce dei testimoni e sentire la “musica” della parlata del kyè». La presentazione della pellicola è prevista per  l'estate. Nei mesi scorsi al Consiglio comunale è stata ufficializzata la menzione, nello statuto di Frabosa Sottana, per la valorizzazione della tradizione locale del Kyè, alla presenza in sala dei vertici dell’Associazione.



Giovanni Battista Rulfi è nato a Villanova Mondovì nel 1950. Storico locale è stato insegnante e assessore alla cultura e all’urbanistica del comune di Villanova Mondovì. Da 40 anni collabora col giornale “Provincia Granda”. Ha pubblicato numerosi libri sul territorio e la storia locale.

20 maggio 2026

Attilio Ianniello presenta al Salone del Libro di Montagna "Di monti, castagne e uomini"

 


Attilio Ianniello “Di monti, castagne e uomini Il Comizio Agrario di Mondovì, ed altri Enti, nella cura e promozione dei castagneti tra XIX e XX secolo” [Impressioni grafiche]

 

Attilio Ianniello da diversi lustri è socio del Comizio Agrario di Mondovì, diventandone direttore dal 2018. Dalla frequentazione assidua della grande documentazione archivistica e bibliotecaria presente nella sede del Comizio Agrario stesso sono nati i suoi innumerevoli lavori.

Sebbene l’origine del Comizio Agrario possa farsi risalire al 1843 dalla storica Associazione Agraria di Torino, la sua legale istituzione è datata il 25 maggio 1867 ed il suo primo Presidente fu il marchese Emilio Bertone di Sambuy. La sua operatività fu legata all’istruzione agraria fondando asili e scuole rurali, alla promozione delle nuove tecniche agricole attraverso la Cattedra Ambulante; alla diffusione ed innovazione delle tecniche di produzione dei bachi da seta; all’associazionismo facendo sorgere latterie sociali, mutue di bestiame e assicurazione contro gli incendi; al miglioramento della razza bovina piemontese, alla distribuzione durante il periodo della fillossera, di talee di viti americane e formando vivai per la produzione delle stesse.

 Finalità ed attività. del Comizio Agrario di Mondovì

In data 25.11.1995 è stato approvato il nuovo Statuto dell’Ente. Continua ancor oggi a svolgere il suo compito istituzionale promuovendo il progresso dell’agricoltura attraverso la divulgazione, l’istruzione, la sperimentazione, l’assistenza tecnica, adeguando tutto ciò ai nuovi fabbisogni. Attualmente il Comizio svolge corsi divulgativi (frutticoltura, orticoltura e giardinaggio, enologia e degustazione) legati alla realtà agricola monregalese ed in particolare modo rivolti agli hobbisti ed ai part-time; utilizza il suo laboratorio di analisi e ricerche agrarie come strumento di assistenza tecnica; laboratorio che è rimasto in funzione dall’inizio del secolo; rileva i dati meteorologici (attraverso la sua capannina meteo). Il Comizio Agrario dal 1997 ha impiantato nella frazione San Biagio di Mondovì un frutteto in cui sono preservate le antiche varietà di frutta del Monregalese. Tale frutteto è stato dismesso nel 2017; la raccolta di varietà storiche locali di frutta è stata impiantata nel parco del castello di Rocca de’ Baldi.

18 maggio 2026

Cinzia Dutto presenta al Salone del Libro di Montagna "Gocce d'inchiostro e trucioli di legno" LAReditore

 


“Gocce d’inchiostro e trucioli di legno” Cinzia Dutto ed Enrico Chaillier [LAReditore]

Un libro nato dall’incontro tra due linguaggi, quello della parola e quello della materia. Cinzia Dutto, cacciatrice di storie, ed Enrico Challier, scultore del legno e delle emozioni, intrecciano le loro voci per dare forma a un dialogo tra arte e vita. Quattro verbi – Osa, Vivi, Meravigliati, Ascolta – guidano il lettore lungo un percorso di rinascita e consapevolezza, dove ogni gesto creativo diventa un atto di coraggio. Nelle pagine di Enrico prendono corpo donne ribelli, scolpite nel legno come simboli di libertà e resistenza: figure che si oppongono al silenzio, alla paura, all’indifferenza. Nelle parole di Cinzia risuonano invece le voci anonime e autentiche di chi ha partecipato alle sue presentazioni: messaggi lasciati in un barattolo della gentilezza, biglietti scritti a mano da sconosciuti che, con semplicità, hanno donato un frammento di sé.

Il risultato è un libro doppio e armonioso: da una parte la materia che si trasforma, dall’altra l’inchiostro che custodisce emozioni. È un invito a riconoscere la bellezza del quotidiano, ad accogliere la meraviglia e ad ascoltare: sé stessi, gli altri, il mondo che respira.

 

Cinzia Dutto nasce nel 1975 in Piemonte. Dopo essersi occupata per molti anni di pet therapy, soprattutto con i suoi amati asini, animali gentili e sinceri, le trame del destino la conducono a realizzare il sogno della sua vita: scrivere. È un sogno che nasce dal desiderio di raccogliere storie silenziose, piene di colori e parole. Questo motiva Cinzia a muoversi e spostarsi molto in alto, nelle scoscese vallate alpine e sulle cime dei monti, dove incontra i protagonisti del suo seguitissimo blog.

“Echi dalle terre alte”, LAReditore 2023, e “Montagne da vivere” LAReditore 2024, raccolgono le più interessanti tra le sue interviste; “Margherita sui sentieri del nonno”, LAReditore 2023, e “Il diario di Marta”, LAReditore 2023, sono romanzi che parlano di Resistenza e di montagna. Oggi Cinzia è giornalista, blogger di montagna, social media manager e, soprattutto, cacciatrice di storie.

Enrico Chaillier nato a Pinerolo nel 1974, artista di fama internazionale, vive e lavora a Pinasca in Val Chisone, provincia di Torino. Le sue sculture in legno e in bronzo si trovano in Italia e in vari paesi europei. Potete vederle, toccarle ed ascoltarle nel suo studio oppure nelle Gallerie d’Arte con cui ha il piacere di lavorare. www.enricochaillierscultore.it