Libreria Confabula di Viola Fabio Piazza Cesare Battisti 3/c Mondovì tel. 0174.490590
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PROGRAMMA
Sabato 18 luglio:
INTERVENGONO
Géraldine GIRAUD giornalista e
scrittrice francese autrice del libro;
Gian Mario MINA Sindaco di Niella
Tanaro;
Aleardo FIOCCONE scrittore e traduttore
del libro in italiano;
Paolo ROGGERO giornalista moderatore
Poco dopo la morte di mio nonno nel 2008, ho voluto
ricostruire, al di là della storia della nostra famiglia, quella più ampia, di
questi “assi della farina” piemontesi, venuti da Niella Tanaro, in provincia di
Cuneo. Ho voluto restituire i colori e le asperità ad una vera e propria saga
migratoria ancora inedita. Un esodo invisibile, assente dai libri di storia.
Con in tasca un centinaio di testimonianze di discendenti dei
panettieri niellesi disseminati ai quattro angoli del pianeta, oltre agli
archivi fino ad ora custoditi negli album di famiglia, mi sono messa sulle
tracce di questi fornai emigrati fino alle Americhe. Ho trovato tesori: lettere
manoscritte ancora intrise di emozione, documenti di migrazione mai letti,
ritagli di giornale ingialliti dal tempo…così ho potuto ricomporre il mosaico
di una memoria che stava per svanire. Una ventina di famiglie di panettieri
originari di Niella Tanaro, le cui vicende ricostruite si incrociano lungo
quasi un secolo di storia, fanno lievitare un racconto transfrontaliero
impastato tra la Costa Azzurra e il Piemonte, al calore dei forni al profumo di
lievito.
Ho voluto dare forma a un libro bilingue che rende omaggio al
lavoro discreto di questi artigiani. Un oggetto nobile, da condividere di mano
in mano con le generazioni future, come si spezza il buon pane..
Bruno Vallepiano “Senza una vera ragione” [Golem Edizioni]
Rudy Ferrero, investigatore privato torinese in declino, accetta un banale caso di infedeltà che si trasforma presto in un incubo. La donna che pedina viene trovata morta e, quasi in parallelo, un prete gli chiede di ritrovare la sorella scomparsa. Tra silenzi ostinati, piste che si chiudono e minacce sempre più esplicite, Rudy capisce di essere finito in una trama molto più grande di lui: è stato usato per costruire alibi e coprire crimini. Ferito ma determinato, sceglie di andare fino in fondo, anche a costo della propria vita.
Bruno Vallepiano è nato a Roburent e in questo paese della montagna cuneese risiede tutt'oggi. Si è occupato per oltre 40 anni di attività turistiche legate al mondo della neve ed ha ricoperto per tre mandati la carica di Sindaco. È stato presidente del CFP Cebano Monregalese, l'Agenzia formativa che ha sedi nelle città di Mondovì, Ceva e Fossano per due mandati ed è stato presidente di "Cuneo Neve", il consorzio che raggruppa le stazioni sciistiche del cuneese. Scrittore e giornalista di lungo corso, ha pubblicato oltre 40 titoli tra saggi, guide, racconti, sceneggiature e narrativa. Molti suoi libri sono legati, a vario titolo, alla montagna. Da vent'anni si dedica principalmente al giallo; è autore di una quindicina di romanzi ascrivibili a questo genere, nello specifico al noir mediterraneo.
Un tempo in Alta Val Tanaro a cura di Giorgio Ferraris [Araba Fenice]
Folklore e tradizioni popolari di ieri, oggi e domani. La strada che affianca il corso del Fiume Tanaro da Nucetto a Ormea è sempre stata la principale via di collegamento tra la pianura cuneese e la Liguria di ponente e quindi le popolazioni locali sono inevitabilmente venute a contatto con persone, lingue, e culture di diverse provenienze, che ne hanno influenzato modelli di vita e cultura. La linea ferroviaria da Ceva a Ormea, realizzata sul finire dell’Ottocento, ha portato sul territorio le industrie e il turismo e ha facilitato il collegamento degli abitanti della Valle con il resto del mondo da più di un secolo. Nonostante tutte queste aperture, nei paesi dell’Alta Val Tanaro si sono mantenute alcune tradizioni e manifestazioni di antica origine e se ne sono riscoperte altre che hanno radici nel nostro passato e valorizzano la nostra storia.
Giorgio Ferraris, maestro elementare in pensione, Sindaco di Ormea e Presidente dell’Unione Montana Alta Val Tanaro. Ha scritto e pubblicato Alpini dal Tanaro al Don (2009), sulle vicende dei Battaglioni Ceva e Mondovì al fronte russo e “In prima linea a Nowo Postojalowka” (2013) sulla ritirata di Russia del reduce Giacomo Alberti del Battaglione Pieve di Teco. Con Giorgio Gonella e Giorgio Raviolo è autore di “Ricordati che sei del Ceva. Storia di un battaglione alpino (2014). Insieme a Franca Acquarone ha curato il volume “I racconti del treno (2015), libro nel quale è presente il suo racconto Stazione di Trappa, 30 aprile 1943. Nel 2018 ha pubblicato “La Bella Epoque di Ormea”. Insieme a Carlo Bonino ha realizzato “Le cartoline di Jan Neer – Fotografo di inizio ‘900 – Dall’Alta Val Tanaro alla costa ligure (2021). Ha scritto i testi di “Lungo le vie del tempo. Arte e saggezza antica nei numeri civici di Gianni Vinai a Chionea (2022). Nel dicembre 2022, nella ricorrenza degli 80 anni dagli avvenimenti, ha pubblicato "Le ultime tradotte per la Russia. Gli Alpini dei Battaglioni Complementi della Cuneense". Nel 2024 ha pubblicato il libro "Mario Odasso, Ufficiale Alpino in Albania e Russia" Tutti i libri sono pubblicati da Araba Fenice.
Testi di Giuseppe Carazzone, Giorgio Ferraris, Roberto Meriggio, Aligi Michelis, Ezio Michelis, Roberto Moriani, Giammario Odello
“Alberi maestri, un bosco di storie” – Autori Vari [Araba Fenice]
Intervengono Aldo Acquarone, Franca Acquarone, Graziella Belli, Loredana Canavese e Daniela Schembri Volpe
Uno dei paesaggi più suggestivi delle nostre valli è quello del castagneto tradizionale, caratterizzato dalla maestosità degli alberi e dal prato sottostante; negli ultimi anni però si sono ridotte notevolmente le aree castanicole gestite e manutenute, a causa della scarsa convenienza economica della vendita del prodotto, pur essendo di notevole qualità. Anche nei castagneti abbandonati, rimane l’imponenza e la solennità delle grandi piante, in ogni stagione.
Gli alberi hanno caratterizzato nei secoli la vita e l’economia delle nostre valli, garantendo una parte consistente di quanto era necessario per sopravvivere sulle nostre montagne.
Il bosco rappresenta una parte rilevante del nostro ambiente e del nostro paesaggio, oltre che una componente significativa della nostra cultura e della nostra economia, con l’eccellenza della Scuola Forestale, Istituto Superiore Statale a indirizzo forestale ambientale, istituita a Ormea quarant’anni fa, e con il Consorzio Forestale “Monte Armetta”, costituito per la gestione dei boschi del territorio comunale.
I racconti raccolti in questo libro hanno stili, ritmi e contenuti differenti, ma sono stati tutti ispirati dalle passeggiate, dalle osservazioni e dalle discussioni che gli autori hanno condiviso tra i boschi e le borgate del nostro territorio, direttamente presenti in alcuni testi e aleggianti in altri.
Intervengono Aldo Acquarone, Angela Bruzzone e Ines Rolando
Il piccolo mondo antico cui allude il titolo del volume è, appunto, Caprauna, un piccolo paese di meno di cento abitanti, per la maggior parte anziani, a quasi 1000 metri di quota. Situato all'apice della Val Pennavaire, alle spalle di Albenga, ma già in provincia di Cuneo, è composto da cinque borgate: Poggio-capoluogo, Ruora, Chiazzuola, Case Mezzane, Case Sottane. Il volume racchiude racconti, cronache e ritratti, che riproducono uno spaccato della vita contadina dei secoli scorsi. Sono quasi tutte storie vere nei fatti, rilevate da testimonianze, interviste, ricordi e ricerche d'archivio, arricchite da un pizzico di fantasia ed immaginazione nella creazione dei dettagli. Sono piccole storie, testimonianza della vita di un ambiente rurale, profondamente legato alla natura ed alle stagioni, ai cicli della vita, ai riti e alla devozione religiosa, sulla trama della grande Storia e di cambiamenti epocali (epidemie, diritti feudali, le guerre mondiali, l'elettricità, il turismo in Riviera...)
Ancora un volume di storie che vedono come protagonista la comunità di Caprauna, così come emergono dai ricordi di chi le ha vissute o le ha sentite raccontare all'interno della propria casa, con riferimenti puntuali ai luoghi, alle persone e ad accadimenti specifici del paese. Nei racconti il paesaggio, fatto di monti e boschi segnati da sentieri spesso gelati ed impervi, di terrazzamenti strappati alla roccia, vicoli, orti, lavatoi, stalle e cucine, è lo scenario di una vita all'insegna del faticoso lavoro, che accomuna uomini, donne ed anche bambini, ma sostenuta da valori condivisi, dal senso di appartenenza e solidarietà, dalla partecipazione ai riti della festa, religiosa o pagana che sia.
Filo conduttore delle storie che si snodano lungo il corso dell'anno è la presenza di una ricetta incastonata all'interno di ognuna, nella consapevolezza che attorno al cibo spesso si intrecciano le vicende e le relazioni non solo delle famiglie, ma delle intere comunità, perché la ricerca degli ingredienti, la preparazione e la cottura del cibo può essere occasione per definire una propria identità culturale. Allo stesso scopo identitario particolare attenzione è dedicata ai termini dialettali che definiscono i luoghi, gli attrezzi, gli oggetti della vita quotidiana ed i cibi.