Intervengono Aldo Acquarone, Angela Bruzzone e Ines Rolando
Il piccolo mondo antico cui allude il titolo del volume è, appunto, Caprauna, un piccolo paese di meno di cento abitanti, per la maggior parte anziani, a quasi 1000 metri di quota. Situato all'apice della Val Pennavaire, alle spalle di Albenga, ma già in provincia di Cuneo, è composto da cinque borgate: Poggio-capoluogo, Ruora, Chiazzuola, Case Mezzane, Case Sottane. Il volume racchiude racconti, cronache e ritratti, che riproducono uno spaccato della vita contadina dei secoli scorsi. Sono quasi tutte storie vere nei fatti, rilevate da testimonianze, interviste, ricordi e ricerche d'archivio, arricchite da un pizzico di fantasia ed immaginazione nella creazione dei dettagli. Sono piccole storie, testimonianza della vita di un ambiente rurale, profondamente legato alla natura ed alle stagioni, ai cicli della vita, ai riti e alla devozione religiosa, sulla trama della grande Storia e di cambiamenti epocali (epidemie, diritti feudali, le guerre mondiali, l'elettricità, il turismo in Riviera...)
Ancora un volume di storie che vedono come protagonista la comunità di Caprauna, così come emergono dai ricordi di chi le ha vissute o le ha sentite raccontare all'interno della propria casa, con riferimenti puntuali ai luoghi, alle persone e ad accadimenti specifici del paese. Nei racconti il paesaggio, fatto di monti e boschi segnati da sentieri spesso gelati ed impervi, di terrazzamenti strappati alla roccia, vicoli, orti, lavatoi, stalle e cucine, è lo scenario di una vita all'insegna del faticoso lavoro, che accomuna uomini, donne ed anche bambini, ma sostenuta da valori condivisi, dal senso di appartenenza e solidarietà, dalla partecipazione ai riti della festa, religiosa o pagana che sia.
Filo conduttore delle storie che si snodano lungo il corso dell'anno è la presenza di una ricetta incastonata all'interno di ognuna, nella consapevolezza che attorno al cibo spesso si intrecciano le vicende e le relazioni non solo delle famiglie, ma delle intere comunità, perché la ricerca degli ingredienti, la preparazione e la cottura del cibo può essere occasione per definire una propria identità culturale. Allo stesso scopo identitario particolare attenzione è dedicata ai termini dialettali che definiscono i luoghi, gli attrezzi, gli oggetti della vita quotidiana ed i cibi.
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