“L’assedio di Mongiardino” [Sorbello Editore]
Nel decimo secolo dopo Cristo, a Mongiardino, piccola
località posta tra le montagne del basso Piemonte, la vita degli abitanti
trascorre nella stessa essenziale quotidianità, così come è sempre stato, in
modo pressoché identico ai loro avi, negli anni e nei secoli precedenti. Ma incombono
eventi drammatici ed imprevedibili, che potrebbero cambiare le loro vite per
sempre. O forse, cambierà solo il nome del loro paese.
Pietro Grosso è lo pseudonimo che
l’autore ha scelto per firmare il suo primo (e per ora unico…) libro. Classe
1964, è nato e vive in Val Tanaro, ed è legato a Pamparato, luogo di origine
della famiglia della madre. Da bambino ha potuto, anche se per pochi anni,
conoscere le tradizioni e partecipare agli eventi che scandivano la vita delle
nostre genti, così come era prima dell’avvento della cosiddetta modernità. Ha
successivamente assistito al rassegnato ed inevitabile declino di quel modo di
vivere, arrivato a compimento in pochissimi decenni, ancor prima che venissero
a scomparire quelle persone che in quel mondo erano nate, e per buona parte
della loro vita non avevano conosciuto altro se non le cose tramandate
all’interno delle loro famiglie e delle loro comunità

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