A guardare i
dati, c’è da sorridere. Secondo l’indagine Nielsen per l’Associazione Italiana
Editori (AIE), in Italia si comprano più libri. Almeno, nei primi 11 mesi del 2019, si è registrato un aumento del 3,7%
della varia (cioè esclusi i testi scolastici e universitari) rispetto al 2018.
Cresce il valore, che arriva a 1,1 miliardi di euro, e – cosa che non accadeva
da anni – aumenta anche il numero di copie vendute, cioè 77,4 milioni.
I piccoli e medi
editori, cioè i marchi editoriali indipendenti con un fatturato netto fino a 13
milioni di euro, nei primi 11 mesi del 2019 registrano un +6% a fatturato,
arrivando a pesare per il 45,9% del mercato (era il 45% lo scorso anno). E
doppiano la crescita del mercato in generale: più di una copia su quattro di quelle
vendute nel 2019 (il dato si ferma alla prima settimana di novembre) è di un
piccolo o medio editore. Ma il 72,8% di quel mercato è fatto dai primi 100
marchi, su oltre 5 mila, dei piccoli editori.
E’ la fotografia
dell’indagine Nielsen per l’Associazione Italiana Editori (AIE). La ricerca –
riferita alle vendite di libri di varia (esclusi quindi scolastici e
universitari) nei canali trade (librerie indipendenti e di catena, grande
distribuzione organizzata, piattaforme online compresa la stima di Amazon) è
stata presentata a Più libri più liberi, nel giorno d’apertura della fiera
nazionale della piccola e media editoria, che si è conclusa l’8 dicembre alla
Nuvola dell’Eur a Roma.
I dati
evidenziano come il mercato generale del libro nei primi 11 mesi del 2019 sia
cresciuto del 3,7%: raggiungendo così quota 1,131 miliardi di euro. Crescono –
ed erano molti anni che ciò non accadeva – anche il numero di copie vendute
toccando, a un mese dal Natale, il più 2,3%, pari a 77,4 milioni di copie di
libri di carta nuovi venduti.
I generi più
amati del 2019 sono, a sorpresa, la non fiction specialistica (manualistica)
con quasi 2 copie su dieci tra quelle vendute (pesa per il 19,6%), la fiction
straniera (18,4%) e la non fiction generale (saggistica) per il 17,3%. Al
quarto posto bambini e ragazzi (16,3%). La ricerca mostra la crescita del
fatturato dei piccoli e medi editori: nei primi 11 mesi del 2019 è di
482,7milioni di euro. Una crescita in parte dovuta a un prezzo di copertina del
venduto che è del 22% più alto rispetto a quello degli altri editori. E in
crescita anche le copie: +4,4%.
Non tutti i
piccoli però contribuiscono alla crescita nello stesso modo. In questi anni,
quella che definiamo piccola editoria è cresciuta, ma ha anche avuto una
profonda trasformazione al suo interno. I primi 100 marchi editoriali della
piccola e media editoria rappresentano il 72,8% del mercato. I primi 500 il
92,2% su oltre 5 mila editori complessivi. Quanto alle copie vendute, c’è uno
0,9% di titoli pubblicati da piccoli e medi editori che vendono oltre mille
copie. Il 91% di titoli non arriva però a vendere in media più di 100 di copie.
“L’editoria, ha
sottolineato il presidente di Aie, Ricardo Franco Levi, conferma buone
perfomance per quest’anno. Al suo interno, si evidenziano in particolare, come
emerge con chiarezza dalla nostra fiera Più libri più liberi, la vivacità e i
buoni risultati dei piccoli e medi editori. Ciò nonostante, per quanto il
settore editoriale reagisca molto meglio di tutti gli altri comparti della cultura,
continua a pesare il calo dei consumi. Risulta fondamentale una politica di
promozione della lettura e un sostegno alla domanda”.