24 giugno 2015

Il Salone del Libro di Montagna di Frabosa Sottana da oggi anche su Facebook



Da oggi siamo anche su Facebook seguici sulla pagina dedicata cliccando sotto:


https://it-it.facebook.com/people/Salone-Libro-Montagna-Frabosa/100009514280726

Conferenza sui risultati del Progetto EthWAL riguardante gli insediamenti rurali pastorali in alta quota della Valle Maudagna tenuta da Francesco Carrer dell'Università di York sabato 4 luglio ore 20,45



COMUNICATO STAMPA PROGETTO ETHWAL 2015

Sono state organizzate per l’inizio del mese di luglio, due conferenze in cui verranno presentati i risultati di un progetto di ricerca denominato EthWAL.
Una prima conferenza si terrà giovedì 2 luglio, alle ore 20:30, presso la Sala Consiliare nel palazzo della biblioteca di Magliano Alpi (CN). Sabato 4 luglio, alle 21:00, avrà luogo la seconda conferenza, nella sala convegni dell’Albergo Italia di Frabosa Sottana (CN). A parlare in entrambe le occasioni, sarà il dott. Francesco Carrer, del Dipartimento di Archeologia dell’Università di York (Regno Unito), coordinatore del progetto. Organizzatori delle serate sono i Comuni di Magliano Alpi e Frabosa Sottana, con la collaborazione del sig. Giovanni Dulbecco. L’ingresso a entrambi gli eventi è libero e gratuito.



Il progetto EthWAL è finanziato dall’Unione Europea e coordinato dal dott. Kevin Walsh e dal dott. Francesco Carrer dell’Università di York (Regno Unito). Scopo principale di questo progetto è studiare come le comunità montane delle Alpi occidentali hanno dato forma ai paesaggi di alta quota negli ultimi secoli, e come continuano a trasformarli ancora oggi.
Durante le prime fasi del progetto, è stato identificato e selezionato un sito pastorale in Val Maudagna, chiamato “gias della Brignola”, a 1950 m di altitudine circa. Esso è costituito da due capanne in pietra a secco, molto semplici, chiamate casòt: una era tradizionalmente utilizzata come rifugio del pastore (margaro), l’altra come zona di produzione del formaggio. Le due capanne erano utilizzate sino a un paio di anni fa, ma la loro origine è sconosciuta. Nell’estate 2014 sono stati aperti alcuni saggi di scavo all’interno di queste strutture. I dati raccolti sono stati studiati dal gruppo di ricerca dell’Università di York, e hanno restituito informazioni di eccezionale importanza storica.




Nel corso delle due conferenze che si terranno a Magliano Alpi e Frabosa Sottana verranno presentati i risultati di questo scavo, e sulla base di questi risultati verranno proposte alcune interpretazioni sulla storia della pastorizia e dei paesaggi delle Alpi Marittime.

Durante questi eventi verrà anche presentato un volantino, realizzato dallo scrivente con la collaborazione di Veronica Tondato e con il patrocinio della Soprintendenza Archeologia del Piemonte e dei Comuni di Magliano Alpi e Frabosa Sottana, in cui si riassumono le caratteristiche e la storia del “gias della Brignola”.
             Francesco Carrer

18 giugno 2015

COMUNICATO STAMPA: A Frabosa Sottana sabato 4 e domenica 5 luglio la seconda edizione del Salone del Libro di Montagna



L'OMAGGIO A NADINE GORDIMER, L'ALIMENTAZIONE, GLI INSEDIAMENTI RURALI PASTORALI IN ALTA QUOTA AL CENTRO DELLA RASSEGNA PROMOSSA DALL'ASSOCIAZIONE CULTURALE VALLE MAUDAGNA



Frabosa Sottana (CN) 18 giugno 2015 – Edizione numero due, sabato 4 e domenica 5 luglio prossimi, per il Salone del Libro di Montagna. Ideata da Gianni Dulbecco del sito web “www.frabosasottana.com”, organizzata in collaborazione con l’Associazione San Biagio di Miroglio, la rassegna promossa dall’Associazione Culturale Valle Maudagna, si svolgerà presso l’Albergo Italia in via Principe Umberto 15 a Frabosa Sottana, in provincia di Cuneo.
La manifestazione che gode del patrocinio del Comune di Frabosa Sottana e del sostegno di alcune importanti realtà imprenditoriali, allarga sensibilmente i propri orizzonti e compie, in occasione dell’edizione 2015, un autentico salto di qualità.

OMAGGIO AL NOBEL “NADINE GORDIMER”
Tra i punti cardine della seconda edizione della rassegna, c’è l’omaggio, ad un anno dalla sua scomparsa avvenuta il 14 luglio 2014, a Johannesburg, a Nadine Gordimer. Scrittrice sudafricana premio Nobel per la letteratura La Gordimer era molto legata all'Italia.
Frabosa Sottana era il suo abituale luogo di vacanze estive che trascorreva dalla figlia Oriane a Pianvignale. E proprio la figlia sarà graditissima ospite al Salone del Libro di Montagna domenica 5 luglio alle ore 18 per ricordarne la vita e le opere assieme a Claudio Bo presidente dell'Associazione Culturale Gli Spigolatori di Mondovì che nel 2007 pubblicò un breve racconto L.U.C.I.E. l'unico libro della Gordimer ambientato in Italia, a Pianvignale, frazione del comune di Frabosa Sottana.

GLI INSEDIAMENTI RURALI DELLA VALLE MAUDAGNA
Al Salone del Libro di Montagna di Frabosa Sottana si parlerà anche di insediamenti rurali pastorali in alta quota. Di quelli della “Valle Maudagna” in modo particolare, sui quali ha lavorato, nell’ambito del “Progetto Ethwal”, promosso dal Dipartimento di Archeologia dell’Università di York, il professor Francesco Carrer. 
Nell’ambito di una conferenza in programma alle ore 20,45 di sabato 4 luglio presso l’auditorium dell’Albergo Italia, Carrer illustrerà i clamorosi risultati delle analisi statistiche e di laboratorio sui reperti scavati in alta quota, studio  che lo ha visto impegnato nel dipartimento di archeologia dell'università inglese di York per tutta la stagione invernale.
La ricaduta di questo lavoro, da un punto di vista turistico, può costituire un ottimo volano per l'economia di tutto il comprensorio.

CIBO E IDENTITA’ LOCALE
Non mancherà il legame con il cibo, argomento al centro dell’attenzione dell’EXPO di Milano.
“Cibo e identità locale – sistemi agroalimentari e rigenerazione di comunità” è il tema del breve convegno e titolo del libro edito dal Centro Studi Valle Imagna, che il professor Michele Corti, autore dell’opera con Sergio De la Pierre e Stella Agostini svilupperà sabato alle 17,30, presso la sala convegni dell’Albergo Italia.
Uno studio approfondito e articolato per segnalare i processi virtuosi innescati in sei distretti lombardi grazie alla riscoperta dei prodotti tipici dell’enogastronomia.  Corti & soci hanno ricostruito alcuni “modelli” esemplari di sviluppo locale in cui la difesa e la valorizzazione del patrimonio legato ai sistemi agroalimentari locali tradizionali ha innescato processi virtuosi di rigenerazione comunitaria, all’insegna di proposte autosostenibili.
“Cibo e identità locale” mette in relazione l’esperienza di Gandino con il Mais spinato con altri cinque sistemi agroalimentari lombardi di eccellenza: il grano saraceno di Teglio, il vitigno urbano Pusterla di Brescia, l’asparago di Mezzago, lo stracchino all’antica di Corna Imagna e il bitto della Val Gerola.

IL SALONE DEL LIBRO DI MONTAGNA PROMUOVE LE DE.CO DELLA VALLE MAUDAGNA
Gli organizzatori del Salone del libro di Montagna intendono portare i riflettori anche sulla specificità di alcuni tra i più apprezzati prodotti alimentari della zona. Lo faranno promuovendo i prodotti a marchio De.Co (Denominazione Comunale di Origine) contrassegno che certifica la provenienza di un determinato prodotto del comparto enogastronomico o artigianale.
Si tratta di uno strumento atto a valorizzare un preciso territorio che si presta a molteplici opportunità di marketing territoriale. E’ frutto di un serio lavoro di analisi e censimento atto ad individuare quelli che sono i prodotti che rappresentano il territorio stesso: ne precisa le metodologie di elaborazione e ne valorizza il metodo tradizionale al fine di accrescere il senso di appartenenza di una comunità.
Recentemente il Comune di Frabosa Sottana ha riconosciuto tre De.Co: il Formaggio Moscon; i Ravioli Frabosani di castagne e la Torta di Ramassin.

GLI “INCONTRI CON GLI AUTORI”
Appuntamento cardine del Salone del Libro di Montagna di Frabosa Sottana è e resta quello legato agli incontri con gli autori. Il programma prevede, nell’ambito della “due giorni”, la gradita presenza, presso la sala convegni dell’Albergo Italia di Frabosa Sottana, di una decina di stimati apprezzati scrittori che illustreranno le loro opere.

Qui di seguito il programma degli incontri con gli Autori (Sala Convegni Albergo Italia)

Sabato 4 luglio 2015

Ore 10,45 Gabriele Gallo “Le Alpi Marittime” Daniela Piazza Editore
Ore 15,30 Bruno Vallepiano “Oscuri Percorsi” Araba Fenice Edizioni
Ore 16,30 Giorgio Ferraris “Racconti del treno” Araba Fenice Edizioni
Ore 17,30 Michele Corti Università di Milano “Cibo e identità locale” Centro Studi Valle Imagna
Ore 20,45 Francesco Carrer “Il Progetto Ethwal, gli insediamenti rurali pastorali in alta quota della Valle Maudagna” University of York

Domenica 5 luglio 2015

Ore 10,45 Paola Scola “Eroi nel fango” Araba Fenice Edizioni
Ore 15,00 Christian Roccati “Sette nero” Il Geko Edizioni e “Sentieri di neve” Edizioni del Capricorno
Ore 16,00 Gianni Ferrero e Paolo Pavarino “Timballo di pere martine” omaggio a Vittorio Bertolino Araba Fenice Edizioni
Ore 17,00 Alessandro Beltrame “Jel Tegermen il mulino a vento” - video
Ore 18,00 “Omaggio a Nadine Gordimer” premio Nobel per la letteratura. Saranno presenti la figlia Oriane Gawronsky e Claudio Bo Presidente Associazione Culturale Gli Spigolatori.

ESPOSIZIONE CASE EDITRICI E PRODOTTI LOCALI
Nella “due giorni” del Salone del Libro di Montagna di Frabosa Sottana sul piazzale interno dell’albergo Italia è prevista la partecipazione di alcune tra le più note case editrici che esporranno le migliori produzioni librarie aventi come tema la montagna a 360 gradi.
Appositi stand accoglieranno anche alcune aziende produttrici di prodotti alimentari tipici locali.

Inaugurazione ufficiale sabato 4 luglio alle ore 10.
Apertura salone sabato 4 e domenica 5 luglio dalle ore 10 alle 20.

Il Salone del Libro di Montagna di Frabosa Sottana si svolge ad ingresso libero. 



17 giugno 2015

Il Salone del libro di montagna promuove le De.Co. della Valle Maudagna




Gli organizzatori del Salone del libro di Montagna intendono portare i riflettori anche sulla specificità di alcuni tra i più apprezzati prodotti alimentari della zona. Lo faranno promuovendo i prodotti a marchio De.Co (Denominazione Comunale di Origine) contrassegno che certifica la provenienza di un determinato prodotto del comparto enogastronomico o artigianale.
Si tratta di uno strumento atto a valorizzare un preciso territorio che si presta a molteplici opportunità di marketing territoriale. E’ frutto di un serio lavoro di analisi e censimento atto ad individuare quelli che sono i prodotti che rappresentano il territorio stesso: ne precisa le metodologie di elaborazione e ne valorizza il metodo tradizionale al fine di accrescere il senso di appartenenza di una comunità.
Recentemente il Comune di Frabosa Sottana ha riconosciuto tre De.Co: il Formaggio Moscon; i Ravioli Frabosani di castagne e la Torta di Ramassin.

La De.Co (denominazione comunale di origine) è il marchio Comunale che certifica la provenienza di un determinato prodotto (del comparto enogastronomico o artigianale) di uno specifico territorio. E' un ottimo strumento per valorizzare un preciso territorio; si presta a molteplici opportunità di marketing territoriale; è un serio lavoro di analisi e censimento per individuare quali sono i prodotti che rappresentano il territorio stesso; può precisare come un prodotto viene elaborato e può valorizzare metodi tradizionali al fine di accrescere il senso di appartenenza di una comunità. 


Formaggio Mascon
prodotto dall’Azienda Casa Frescu di Frabosa Sottana

Formaggio a latte crudo, vaccino e ovino, a stagionatura minima di 30 giorni. Si presenta di pasta compatta, lievemente friabile e moderatamente asciutto, come i buoni formaggi di una volta. Peso tra 2,5 e 4 kg. Parallelepipedo con lato di tra 20 e 25 cm e scalzo 4 cm circa (le fascelle che determinano la forma a parallelepipedo sono in legno e la cagliata è raccolta in un telo di lino). Questo formaggio viene prodotto con attenzione particolare al sapore finale prima che al rendimento caseario. I sapori sono di dolci a 30 giorni di stagionatura, più sapidi in forme più stagionate, il sale è presente ma mai eccessivo da coprire le piacevoli sensazioni gustative di questo antico e nuovo formaggio, Produzione di tutto l'anno

Ravioli frabosani di castagne
prodotto dallo chef Roberto Ponzo Albergo Ristorante delle Alpi - Miroglio

Proprio recentemente abbiamo riscoperto una nostra ricetta nata nel 1994 e divenuta in poco tempo il cavallo di battaglia del ristorante, i ravioli frabosani di castagne, che vantano ingredienti ottenuti e lavorati  in queste valli. Gli ingredienti dei ravioli di castagne sono la pasta ottenuta con farina bianca doppio zero, farina di castagne, uova, sale e olio extra vergine. Per il ripieno porro, cipolla, sedano, gusti aromatici, pancetta, salsiccia, castagne bianche, ricotta mista, pecora d'alpeggio e seirass di mucca, parmigiano. Un simile piatto è stato per noi una scommessa vinta, un successo personale riconosciuto dal Comune di Frabosa Sottana che ha conferito la De.Co. al prodotto.


Torta di ramassin
prodotta dalla Pasticceria doppio zero di Frabosa Sottana

Un dolce tipico delle Valli Monregalesi ma soprattutto di Frabosa Sottana è la torta di susine di varietà dalmassina. Questo dolce era fatto infatti dalle nonne, le quali utilizzavano le susine essiccate che in estave venivano raccolte e fatte essiccare al sole per parecchi giorni. La ricetta viene tramandata in famiglia, con ingredienti molto semplici: susina dalmassina, amaretti, zucchero, latte, uova, burro, rhum, limone grattugiato.


9 giugno 2015

Omaggio a Nadine Gordimer premio Nobel per la letteratura nel 1991, molto legata al nostro territorio



Quest'anno renderemo omaggio a Nadine Gordimer, scrittrice sudafricana premio Nobel per la letteratura ad un anno dalla sua scomparsa avvenuta il 14 luglio 2014 a Johannesburg. La Gordimer era molto legata all'Italia, tutti i suoi romanzi sono stati pubblicati da Feltrinelli. Frabosa Sottana era il suo abituale luogo di vacanze estive che trascorreva dalla figlia Oriane a Pianvignale, e proprio la figlia sarà graditissima ospite al Salone del Libro di Montagna domenica 5 luglio alle ore 18,00 per ricordarne la vita e le opere assieme a Claudio Bo presidente dell'Associazione Culturale Gli Spigolatori di Mondovì che nel 2007 pubblicò un breve racconto L.U.C.I.E. l'unico libro della Gordimer ambientato in Italia, a Pianvignale, frazione del comune di Frabosa Sottana.


La copertina del breve racconto L.u.c.i.e.




Oriane Gawronsky, figlia di Nadine Gordimer


L'esordio come scrittrice avvenne all'inizio degli anni 50 con il libro "I giorni della menzogna" (Feltrinelli) , romanzo di formazione molto autobiografico di una giovane donna bianca in un paese lacerato dai colori della pelle. Nadine Gordimer amava definirsi un'africana bianca. L'ultima sua opera I Racconti di una vita" è una raccolta di storie inedite e toccanti, lunghe diversi decenni dagli anni 50 fino al duemila, che hanno raccontato ai suoi lettori le crepe, ma anche le tenui speranze del Sudafrica. Nel 1991 vinse il premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione "esser stata di enorme beneficio all'umanità grazie alla sua scrittura magnifica". Nadine era una combattente nata. Una donna minuta, delicata, elegante, salottiera, ma costantemente in prima linea contro ogni forma di razzismo in nome degli ultimi. Ha lottato tutta la vita contro la segregazione razziale del Sudafrica pre-Mandela ma anche post come quello di Zuma devastato dalla corruzione. Si era iscritta al partito di Madiva l'African National Congress quando era ancora fuorilegge. Dopo il grande amore per la letteratura arriva l'ammirazione per Nelson Mandela, conosciuto nel 1964 durante il processo Rivonia, al termine del quale Mandela venne condannato all'ergastolo. Assieme a lui ha lottato per decenni per raggiungere la libertà. Nadine Gordimer aveva ricordato così il Presidente Mandela dopo la sua morte "Noi sudafricani siamo fortunati ad averto avuto con noi. Perchè se dovessi provare a spiegare tutto quello che ho avuto da lui, io che sono fra le persone che hanno avuto l'onoro di conoscerlo di persona, credo che non ci riuscirei. Madiba era un democratico naturale, una cosa piuttosto rara in Africa, In un continente che ha lottato per decenni per liberarsi dalla dominazione straniera e raggiungere la libertà è rato trovare qualcuno che non basi la sua azione sull'odio o il risentimento.


Nadine Gordimer con Nelson Mandela


LA BIBLIOGRAFIA DI NADINE GORDIMER

Romanzi

  • I giorni della menzogna  (The Lying Days) (1953)
  • Un mondo di stranieri (A World of Strangers) (1958) Feltrinelli, 1961, 1982
  • Occasione d'amore (Occasion for Loving) (1963) Feltrinelli, 1984, 1989
  • Il mondo tardoborghese (The Late Bourgeois World) (1966) Feltrinelli, 1989
  • Un ospite d'onore (A Guest of Honour) 1970 - vincitore del James Tait Black Memorial Prize. Feltrinelli, 1985, 1991
  • Il conservatore (The Conservationist) (1974) - vincitore del Broker Prize. La tartaruga, 1987; Feltrinelli, 2009
  • La figlia di Burger (Burger's Daughter) (1979) Mondadori, 1979; Feltrinelli, 1992, 1995
  • Luglio (July's People) (1981) Rizzoli, 1984; Feltrinelli, 1991
  • Una forza della natura (A Sport of Nature) (1987) Feltrinelli, 1987
  • Storia di mio figlio (My Son's Story) 1990 Feltrinelli, 1991, 1993
  • Nessuno al mio fianco (None to Accompany Me) (1994) Feltrinelli, 1994, 1999, 2013
  • Un'arma in casa (The House Gun) (1998) Feltrinelli, 1998, 2001
  • L'aggancio (The Pickup) (2001) Feltrinelli, 2002, 2003
  • Sveglia! (Get a Life) (2005) Feltrinelli, 2006
  • Ora o mai più (No Time Like The Present) (2012) Feltrinelli, 2012

Raccolte di racconti

  • Face to Face (Faccia a faccia) (1949)
  • Town and Country Lovers
  • The Soft Voice of the Serpent (La voce soave del serpente) (1952)
  • Six feet of the Country (1956)
  • Not for Publication (1965)
  • Livingstone's Companions (I compagni di Livingstone) (1970)
  • Selected Stories (1975)
  • No Place Like: Selected Stories (1978)
  • Il bacio di un soldato (A Soldier's Embrace) (1980) La tartaruga, 1983
  • Qualcosa là fuori (Something Out There) (1984) Feltrinelli, 1986, 1997
  • Correspondence Course and other Stories (1984)
  • The Moment Before the Gun Went Off (1988)
  • Il salto (Jump: And Other Stories) (1991) Feltrinelli, 1992, 2007
  • Why Haven't You Written: Selected Stories 1950-1972 (1992)
  • Loot: And Other Stories (2003)
  • Beethoven era per un sedicesimo nero (Beethoven Was One-Sixteenth Black) (2007) Feltrinelli, 2008, 2010
  • Racconti di una vita (Life Times: Stories 1952 - 2007) (2014) Feltrinelli

Saggi

  • Vivere nell'interregno (The Essential Gesture) (1998) Feltrinelli, 1990
  • The Black Interpreters (1973)
  • Scrivere ed essere. Lezioni di poetica  (Writing and Being) (1995) Feltrinelli, 1996
  • Vivere nella speranza e nella storia: note dal nostro secolo  (Living in hope and history: notes from our century) (1999) Feltrinelli, 1999

Altre opere

  • On the Mines (1973)
  • Lifetimes Under Apartheid (1986)
  • L, u, c, i, e. (2007)



2 giugno 2015

Conferenza di Francesco Carrer "Il progetto Ethwal, gli insediamenti rurali pastorali in alta quota della Valle Maudagna" Dipartimento di Archeologia Università di York





Il Professor Francesco Carrer che indaga i casot della Valle Maudagna dall'estate 2013, illustrerà in questa seconda conferenza stampa (la prima fu organizzata nell'agosto dello scorso anno) i clamorosi risultati delle analisi statistiche e di laboratorio sui reperti scavati in alta quota, studio  che lo ha visto impegnato nel dipartimento di archeologia dell'università inglese di York per tutta la stagione invernale. La ricaduta da un punto di vista turistico può costituire un'ottimo volano per l'economia di tutto il comprensorio. L'appuntamento è per sabato 4 luglio 2015 alle 20,45 presso la Sala Convegni dell'Albergo Italia di Frabosa 
Sottana.



Francesco Carrer Mi sono laureato in Archeologia presso l'Università di Padova nel 2004, ho conseguito un master presso la stessa Università nel 2007, con una tesi di archeologia preistorica e protostorica. Poi mi sono trasferito all'Università di Trento nel 2008 per il mio dottorato di ricerca presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia. Ecco, il mio progetto di ricerca ha affrontato il tema dell'integrazione dell'interpretazione etnoarcheologica e metodi quantitativi per lo studio dei paesaggi pastorali delle Alpi orientali (provincia di Trento). Tra giugno 2012 e maggio 2013 sono stato borsista post-dottorato presso il Dipartimento di Filosofia dell'Università degli Studi di Trento, con un progetto incentrato sulla indagine archeologica e l'analisi spaziale dei siti preistorici e storici negli altopiani di San Vito di Cadore (Veneto, Alpi orientali, Italia).
I miei interessi di ricerca riguardano etnoarcheologia, archeologia del paesaggio, montagna archeologia e metodi quantitativi in ​​archeologia. Sono specificamente interessati a pastorizia stagionale, da un punto di vista etnografico e archeologico, e l'uso di applicazioni GIS in etnoarcheologia.
Nel 2013 mi sono iscritto al Dipartimento di Archeologia dell'Università di York come Marie Curie Research.
 Il mio progetto di ricerca si propone di indagare come i pastori delle Alpi occidentali modellano i loro paesaggi stagionali nelle regioni montagnose. Le mie aree di ricerca sono il Monregalese Valle Maudagna (provincia di Cuneo, Piemonte, Italia) e il Parco Nazionale des Ecrins (Dipartimento des Hautes-Alpes, Francia), dove lavoro con Kevin Walsh.



L'etno-archeologia è lo studio etnografico legato all'archeologia. In cosa consiste l’etnografia? L’etnografia dal greco etnos (popolo) e grapho (scrivo) letteralmente “descrizione del popolo” è il metodo con cui operano le ricerche sul campo delle scienze etno-antropologicheFare etnografia significa recarsi tra coloro che si vuole studiare per un certo periodo di tempo, ed utilizzare alcune tecniche di ricerca (come l’osservazione e l’intervista) allo scopo di collezionare un insieme di dati che poi vanno interpretati.
Nel caso dei paesaggi di alta quota ci si avvale di due strumenti di lavoro: le interviste ai malgari e la ricerca in archivi, biblioteche, comuni di documenti storici che aiutano l’archeologo nella successiva fase di scavo. Nel luglio del 2013 il Prof. Francesco Carrer del dipartimento di archeologia della University of York (Regno Unito) ha iniziato la ricognizione della zona presa in esame, (la Val Maudagna) avvalendosi di quattro strumenti fondamentali per l’investigazione: la bussola, il gps, il registratore e la macchina fotografica. La bussola ovviamente serve per l’orientamento, il GPS è un sistema di posizionamento e navigazione satellitare che attraverso una rete satellitare fornisce ad un terminale mobile o ricevitore GPS informazioni sulle sue coordinate geografiche ed orario in ogni condizione meteo. La localizzazione avviene tramite la trasmissione di un segnale radio da parte di ciascun satellite e l’elaborazione dei segnali ricevuti da parte del ricevitore. Il registratore è utile quando individuato un insediamento, se ne devono descrivere nell’immediato le caratteristiche quali la lunghezza, larghezza, dimensione in altezza ed altre notizie utili che assieme agli scatti fotografici consentiranno in un secondo tempo di studiare meglio il sito in questione. La fase successiva archeologica riguarda lo scavo vero e proprio dell’insediamento. Il Progetto Ethwal, finanziato dalla Comunità europea e portato avanti dall’Università di York, indaga su due aree distinte delle Alpi Occidentali, la Val Maudagna nel territorio di Frabosa Sottana, ma non solo, e la Vallèe de Freissinieres nel dipartimento francese delle Hautes Alpes nei pressi di Briancon.


Cosa studia questo progetto? Il progetto studia i casot dei pastori in alta quota, che venivano e vengono ancora oggi utilizzati durante il periodo estivo (giugno-fine settembre). Perché proprio in Val Maudagna si è concentrata la ricerca? Tutto nasce da un opuscolo realizzato dal Dottor Giovanni Comino ex Sindaco di Frabosa Sottana, quando a capo del servizio veterinario dell’asl di Cuneo realizzò il libretto dal titolo “Caseificare in alpeggio: si può? Una tradizione tra passato, presente e futuro”. Il volume venne mostrato al Prof. Carrer il quale vedendo alcune immagini dei casot, rimase stupito di come alcuni di loro si erano conservati in maniera ottimale rispetto ad altre zone alpine, e nel 2012 presentò appunto un progetto di ricerca che venne autorizzato. Cos’è un casot? Molte persone andando in alta montagna li avranno visti, ma sicuramente la gran parte non conosce l’utilizzo passato, presente e futuro di tali insediamenti. Nell’estate del 2013 il Prof. Carrer nel corso di due campagne in luglio e agosto, riuscì nella zona della Balma a censire circa ottanta casot, alcuni ancora utilizzati o abbandonati da pochi anni, altri solamente ruderi di pietra. Lo scavo dell’estate 2014 si è concentrato per oltre una settimana su di un casot situato al di sotto del lago della Brignola, posto vicino ad una fontana, in una posizione ottima.
A questo punto sorge spontanea da parte di molti la domanda: perché studiare i casot?

Per diversi motivi:

- per ricostruire la storia

- per capire meglio la storia (antica e moderna) della pastorizia

- per capire perché sono stati costruiti e utilizzati

- per capire meglio la storia (antica e moderna) dei paesaggi alpini

- il quinto motivo, perché sono un patrimonio da preservare, che può essere uno strumento di valorizzazione turistica del territorio.


Come si studiano i casot?

Si inzia con il lavoro di censimento e catalogazione perlustrando l’intera zona in questo caso l’intera Val Maudagna. Facendo ricerche su documenti e libri in archivi e biblioteche. Realizzando interviste con coloro che utilizzano o hanno in passato utilizzato tali strutture, i pastori e i malgari, partendo dai giovani per arrivare agli anziani che hanno una memoria storica ovviamente più lunga che può arrivare attraverso le testimonianze dei loro padri anche ad oltre cento anni indietro.

La fase successiva è quella dei rilievi topografici che viene effettuata con strumenti familiari ai geometri come la stazione totale. In seguito si passa ai campionamenti e per finire lo scavo archeologico. Tutti i dati raccolti in estate vengono rielaborati nella stagione invernale in università, compiendo analisi statistiche e analisi di laboratorio. I primi risultati di questa ricerca hanno consentito di censire oltre 80 insediamenti nella zona circostante il Rifugio Balma, ma sicuramente i casot erano un tempo molti di più.

I casot sono sopravvissuti fino ai nostri giorni (alcuni insediamenti sono risalenti ad oltre tre secoli fa), sono elementi caratteristici del paesaggio montano locale, si collocano al confine tra archeologia, storia e etnografia, sono di grande interesse per la ricerca scientifica, un patrimonio da proteggere e valorizzare e di potenziale interesse turistico.
Quali sono le ricadute sul territorio? Conferenze come quella tenuta il 16 agosto 2014 a Frabosa Sottana, con la presentazione del progetto e dei primi risultati, articoli su internet, sulla stampa, su riviste scientifiche, ma la novità consiste nella ricaduta turistica con la valorizzazione attraverso volantini informativi ed opuscoli. Il turista ha già a disposizione i numerosi sentieri che passano attraverso i casot, quindi non resta che sfruttare questa potenzialità per il futuro.

29 maggio 2015

Michele Corti "Cibo e identità locale" incontro con l'autore al Salone del libro di montagna





Cibo e identità localesistemi agroalimentari e rigenerazione di comunità” di Michele Corti, Sergio De la Pierre e Stella Agostini, edito dal Centro Studi Valle Imagna.
Uno studio approfondito e articolato per segnalare i processi virtuosi innescati in sei distretti lombardi grazie alla riscoperta dei prodotti tipici dell’enogastronomia.  
Il libro (oltre 500 pagine) ricostruisce alcuni “modelli” esemplari di sviluppo locale in cui la difesa e la valorizzazione del patrimonio legato ai sistemi agroalimentari locali tradizionali ha innescato processi virtuosi di rigenerazione comunitaria. All’insegna di proposte autosostenibili.
Il volume “Cibo e identità locale” mette in relazione l’esperienza di Gandino con il Mais spinato con altri cinque sistemi agroalimentari lombardi di eccellenza: il grano saraceno di Teglio, il vitigno urbano Pusterla di Brescia, l’asparago di Mezzago, lo stracchino all’antica di Corna Imagna e il bitto della Val Gerola.

Michele Corti Nato a Milano il 02.02.1956 da famiglia milanese con secolari radici nel mondo degli allevatori/casari (di antica origine Orobica) e degli agricoltori (fittavoli).
E’ docente a tempo definito presso l’Università degli Studi di Milano dove insegna Zootecnia di montagna. Di matrice accademica zootecnica ha sviluppato in anni recenti un profilo scientifico-professionale ruralista e si interessa di sistemi zootecnici alpini nella complessità dei loro aspetti tecnico-scientifici e socio-culturali.
Negli ultimi anni ha rivolto il suo interesse di ricerca ai sistemi di allevamento animali estensivi considerati dal punto di vista polifuzionale del mantenimento del paesaggio e, della prevenzione degli eventi calamitosi e del miglioramento a fini faunistici, ma soprattutto dell’integrazione con l’attività turistica. Più di recente si sta occupando dell'impatto della predazione a seguito della comparsa del lupo e della reintroduzione dell'orso sulle Allpi.
Si occupa altresì di sistemi zootecnici territoriali sostenibili in relazione a filiere pastorali e zootecniche connesse alla trasformazione in prodotti tradizionali . E’ attualmente impegnato anche in ricerche nel campo della storia dell’agricoltura negli aspetti specifici del pastoralismo e delle transumanze e in indagini sulle implicazioni socioculturali dell’evoluzione tecnica e strutturale dei sistemi zootecnici alpini con particolare riferimento all’alpeggio, nonché  all’allevamento caprino.
Ha collaborato e collabora con diversi enti (Regione Lombardia, Regione Piemonte, Province di Co, Va, Bg, Tn, Comunità Montane, Ersaf, Irealp, Camera di Commercio di Vb) a progetti di caratterizzazione, tutela  e valorizzazione d risorse pastorali,i prodotti e razze locali nonché di sviluppo del turismo rurale .
È presidente del coordinamento nazionale Terre Nostre dei comitati no biogas no biomasse e per la tutela della salute e dell'ambiente. Consigliere del Coordinamento Nazionale Pesticidi No Grazie (con sede a Verona)  Fondatore di numerose associazioni (associazione agricoltori lombardi - ALA, associazione culturale padano-alpina - ACPA, società per lo studio e la valorizzazione dei sistemi zootecnici alpini - SOZOOALP, amici degli alpeggi e della montagna - AMAMONT, associazione lombarda per la didattica in agricoltura ALDA, associazione pastori i (ora lombardi), associazione per la tutela delle razze autoctone a rischio di estinzione RARE).
E' segretario insieme a Robi Ronza del Forum Terre Alte. Ideatore della manifestazione itinerante festival del pastoralismo e dell'alpeggio Terre d'Alpe che ha preso il via a Cuneo nell'inverno 2013/2014 con programmazione di nuove tappe in Lombardia.