17 giugno 2018

L'ultramaratoneta Marco Olmo ospite d'onore al 5° Salone del Libro di Montagna




Il grande ultra maratoneta Marco Olmo sarà l'ospite d'onore al Salone del Libro di Montagna di Frabosa Sottana. Sabato 21 luglio nella sala della Confraternita, presenterà numerosi video delle sue grandissime imprese come l'Ultra Trail del Monte Bianco dove divenne Campione del Mondo, alle numerose Marathon des Sables nel deserto.

Marco Olmo (Alba 8 ottobre 1948) ha intrapreso l'attività podistica a 27 anni. Dopo un periodo passato a gareggiare nella corsa in montagna e nello scialpinismo, all'età di quarant'anni ha iniziato ad affrontare competizioni estreme nel deserto africano, quali la Marathon des Sables, 230 km in autosufficienza alimentare nel deserto marocchino, la Desert Cup (168 km nel deserto giordano), la Desert Marathon in Libia e la Maratona dei 10 Comandamenti (156 km sul Monte Sinai). Ha gareggiato in Martinica nel Tible Raid, dove si è piazzato quinto, e ha partecipato anche alla Badwater Ultramarathon nel deserto della California: 135 miglia non-stop tra la Valle della Morte e le porte del Monte Whitney che si corrono con temperature che superano i 126 °F (circa 52 °C). A 58 anni è diventato Campione del Mondo vincendo l'Ultra Trail du Mont Blanc: 167 km attraverso Francia, Italia e Svizzera oltre 21 ore di corsa ininterrotta attorno al massiccio più alto d'Europa.

 

Ha vestito la maglia azzurra in due occasioni: nel 2002 per partecipare alla 24 ore di corsa a Gravigny in Francia classificandosi 23º (199 km 931m), e nel 2009 in occasione del Campionato del Mondo IAU individuale di UltraTrail a Serre Chevalier sulle alpi francesi; ottenendo un 14º posto in classifica generale e arrivando 1º nella categoria veterani.

Nel 2016 vince in Bolivia l'Ultra Bolivia Race: quasi 170 km in 6 tappe nel deserto boliviano attorno ai 4000 m di altitudine.



Marco Olmo presenterà anche il suo libro "Il miglior tempo. Esercizio, alimentazione e stile di vita per essere sani e attivi a tutte le età"

Il messaggio di Marco Olmo è un semplice ma energico incoraggiamento a inventarsi una vita dinamica, alternando attività fisica e attività mentale, seguendo un'alimentazione sana ed equilibrata e ritmi saggi ma capaci di condurre lontano. Perché non si è mai troppo vecchi per vivere ogni giorno.


13 giugno 2018

Laura Maggesi e Ilaria Musetti presentano al Salone del Libro di Montagna "Le lunghe Ombre"




 



LE  LUNGHE OMBRE
è un giallo, tratto da una storia vera, ambientato nella Savona degli anni '60.

Una solitaria signora viene uccisa in un condominio. Apparentemente è un delitto inspiegabile. Ma le indagini del Commissario Bogliano, coadiuvato da un giovane promettente Caligari, fanno emergere figure inquietanti, tutt'altro che innocenti. Si scopre così una Savona oscura dai peccati inconfessabili.

Una storia che ha radici nella Seconda Guerra Mondiale, le cui "scorie" non smettono di ammorbare la cronaca italiana degli anni successivi.

Un libro scritto a quattro mani che ricorda il miglior Simenon.

 Quarta di copertina

"Lo so. Il tempo è bizzarro, corre, si accorcia, si allunga, dipende da ciò che contiene. E' vero, per uccidere qualcuno basta un attimo, ma per dimenticarlo non basta neppure l'eternità. Però, vede, io non ho lo straccio di una prova. Lei potrebbe anche cavarsela in tribunale con un pò di sangue freddo e un buon avvocato. Ma è ora che tutto questo finisca qui. Natalia e Caligari non devono pagare per una colpa non loro".           

 

Biografia delle autrici:
Laura Maggesi vive a Carcare, è appassionata di arte, di storia medievale e rinascimentale, di letteratura e di psicologia.

 Ilaria Musetti vive a Cairo Montenotte. Diplomata al liceo classico, appassionata di arte, cinema, filosofia e letteratura.

11 giugno 2018

Paola Maccario presenta il libro "Diario dell'alpino Francesco Maccario"




 

L'8 settembre 1943 la Divisione Alpina Cuneense, della quale mio padre faceva parte, essendo una recluta del 1° reggimento alpini battaglione "Pieve di Teco", era di stanza in Alto Adige con compiti di sorveglianza e protezone di obiettivi sensibili.

La truppa era composta per un terzo dai reduci della Russia e per i restanti due terzi dalle reclute del '23 le quali non avevano un addestramento adeguato per affrontar il nemico ma l'inesperienza era sopperita dalla forte motivazione antitedesca impartita dai reduci ai giovani soldati i quali dal canto loro avevano già potuto notare l'ostilità da parte della popolazione altoatesina di lingua tedesca.

Mio padre si trovava lì, purtroppo a causa della censura nelle lettere non può descrivere cosa in realtà stesse facendo e non aveva ancora deciso di tenere un diario che iniziò a tenere dopo la sua cattura il giorno dell'armistizio, ma gli stati d'animo si intuiscono in maniera molto chiara, va ricercato il senso dentro frasi che apparentemente un senso non hanno, occorre saper leggere tra le righe. Si esprime con dovizia di particolari, a volte con toni molto puerili ma ricco di passione giovanile altre scarno e schematico; l'importanza di un diario è che immortala come una fotografia ciò che avviene in quel particolare momento, non è scritto a posteriori, non ci sono revisioni, lo stile passa in secondo piano e ciò che si descrive non è  scritto solo da un testimone di un fatto ma dal protagonista stesso. Per questo motivo il diario non ha subito correzioni ma è fedele copia dell'originale quadernetto scritto a matita.

Mio padre voleva dimenticare tutto quel triste periodo ma allo stesso tempo, col diario, voleva che non fosse dimenticata per sempre quella esperienza ma che servisse da monito alle generazioni successive affinchè non dimenticassero che la loro libertà è stata conquistata col sacrificio di altre generazioni di giovani.

 
Quarta di copertina

18 giugno 1944

Non sono ancora le 10.45 quando una grandinata di bombe cade tutt'intorno al betrieb e parecchie caramelle ne colpiscono gli edifici. Io che stavo in piedi davanti ad un pilastro improvvisamente l'ho visto abbattersi e ritornare nella stessa posizione: che inferno! Nel rifugio si sparge un calore ed un odore acre  tipico delgli incendi; ci buttiamo fuori come pazzi: che spettacolo! L'edificio dove era situata la cucina, colpito da una bomba incendiaria era in preda alle fiamme, quello che era un immenso magazzino di ogni sorta di materiale non era più che un ammasso di macerie fumanti. Bombe cadute qui e là avevano creato crateri ardenti. Non c'era un minuto da perdere! C'eravamo solo noi 50. Sotto una gragnuola di bombe, perchè ancora il bombardamento continuava, demmo mano alle gomme ma l'acquedotto non aveva sufficiente pressione per giungere fino al quinto piano perciò si rese necessario portare due motori al canale e farli aspirare acqua da lì. Dei pompieri neanche l'ombra. Tremando tutti come foglie iniziammo a circoscrivere gli incendi. Io ed un certo Bertuna mentre stavamo sistemando una scala sentimmo una voce provenire dalla finestra: è una polacca molto carina che si trova nel locale lavanderia preso dal fuoco. Mi butto su per la scala ed entro dalla finestra. Mentre una squadra spegne il fuoco un'altra cerca di salvare il sablvabile nell'uffici. Alle 14.50, dopo circa tre ore di lotta arrivano il padrone ed i pompieri ma tutto è domato e salvato. Quindi si mangia e si torna al lavoro. Frattanto tutta Amburgo arde e fuma.

 
Paola Maccario nata a Sanremo nel 1964, vive a San Biagio della Cima dove ha rivestito la carica di sindaco e di presidente della Comunità Montana Intemelia.

Francesco Maccario nato a San Biagio della Cima nel 1923 ha lavorato fino alla pensione nella filiale di Ventimiglia dell'Istituto Bancario San Paolo di Torino, negli anni '50 è stato in amministrazioni del suo paese. E' morto nel 1988 cadendo da un albero di mimosa floribunda intento a fare le margotte per la sua nuova attività da pensionato.

10 giugno 2018

Bruno Vallepiano al Salone del Libro di Montagna ci presenta l'opera di Severino Bellino "La quercia del Myr" e illustrerà la seconda edizione del Concorso Letterario che porta lo stesso nome del libro




Bruno Vallepiano, da sempre ospite al Salone del Libro di Montagna di Frabosa Sottana, in questa edizione ci presenta il libro "La quercia del myr" scritto da Severino Bellino, libro dato alle stampe nel 2017 per volontà dello stesso Vallepiano e dei componenti l'Associazione Culturale Savin. Nel contempo è nato il Concorso Letterario che porta la stessa denominazione del libro giunto quest'anno alla seconda edizione. 



LA QUERCIA DEL MYR

Norberto è un bambino come tanti e vive in un paesino della montagna piemontese all’inizio del Novecento. Un piccolo paese, con le sue miserie e le sue umanità, con i suoi paesaggi luminosi e le sue zone d’ombra. Norberto è costretto, suo malgrado, a crescere in fretta. La vita gli presenta un conto salato e ben presto egli si trova di fronte alla necessità di prendere una decisione difficile. Il suo carattere forte e avventuroso lo sostiene, mentre, perso per sempre il guscio protettivo della famiglia, conosce, in un susseguirsi vertiginoso di eventi e di avventure, persone di ogni tipo: infide e malvagie, ma anche affidabili e buone. E scopre verità che nessuno immaginava, tanto meno lui. Non mancano le sorprese, soprattutto intorno a quel meraviglioso albero, metafora della vita stessa, che è la gigantesca quercia del Myr.

La Quercia del Myr è un romanzo per ragazzi che venne scritto esattamente 60 anni fa da Severino Armando Bellino e finora mai pubblicato. Il romanzo venne premiato a un concorso di letteratura per ragazzi, ma non trovò mai un editore.

 




Severino Armando Bellino nasce a Roburent (Cuneo) nel 1911. Rimasto orfano della mamma, a dodici anni entra in collegio presso i Salesiani. Dopo un periodo vissuto in America Latina e in Croazia torna in Italia dove prosegue la sua carriera di maestro elementare che si concluderà poi nel suo paese natale. E’ autore di vari testi storici e di numerose canzoni per ragazzi che musicava egli stesso. Si spegne a Roburent nel 1986.






CONCORSO LETTERARIO LA QUERCIA DEL MYR 2a EDIZIONE – ROBURENT (CN)

Il concorso nasce nel 2017 da un’idea di Bruno Vallepiano noto scrittore di noir anima dell’Associazione Culturale Savin di Roburent. L’Associazione ha ritenuto importante dedicare il concorso a questa importante figura. Il titolo prende il nome dal libro scritto da Severino Armando Bellino fatto pubblicare lo scorso anno Il concorso è aperto a tutti gli autori italiani e stranieri e si articola in tre differenti sezioni: "racconto inedito a tema libero in lingua italiana", "romanzo giallo inedito ad ambientazione piemontese", "romanzo edito in lingua italiana". Inoltre, per i giovani fino ai 18 anni, è stata istituita una categoria speciale, quella del racconto a tema libero.

Chi domanda agli organizzatori da dove sia nata l'ispirazione per dare vita al concorso e come intendono differenziarlo dagli altri contest, riceve la seguente risposta: "Di concorsi letterari in Italia ce ne sono molti, tuttavia era nostra intenzione, e ambizione, quella di far emergere in modo evidente il nostro concorso dalla mischia. Spesso infatti molti concorsi, a nostro giudizio, non sono altro che specchietti per le allodole e il nostro desiderio era uscire da questo tipo di  logica per proporre un concorso che si distinguesse per serietà e per la qualità della giuria e che serva davvero a promuovere la scrittura. Il concorso vuole valorizzare la cultura dello scrivere e della lettura e incentivare queste pratiche virtuose; in seconda battuta, vorremmo contribuire alla scoperta di nuovi talenti e invitare gli autori a credere in se stessi e nel loro lavoro,  riconoscendo e premiando l'attività di coloro che si dedicano a trasmettere i contenuti della loro fantasia in forma di opera letteraria".

"La quercia del Myr", il cui regolamento è consultabile sull'omonima pagina Facebook, coinvolge ampiamente il territorio, in quanto si avvale della collaborazione di moltissime associazioni culturali piemontesi e liguri al fine di creare il gruppo di lettori che esaminerà le opere. La stessa giuria sarà espressione di questi circoli e associazioni, ognuna delle quali esprimerà un membro per la giuria di esperti.





Bruno Vallepiano è nato a Roburent (CN) dove vive e lavora occupandosi di montagna. Ha collaborato con numerosi periodici e riviste. Ha pubblicato, con vari editori, una quindicina di libri; si tratta soprattutto di guide turistiche, di saggi sulla montagna e sulle tradizioni. Dal 2008 si è dedicato soprattutto alla narrativa giallo-nera ed oggi dirige per l'Araba Fenice collana "ARabaGIalloNEra".

Ha pubblicato con lo stesso editore: La pietra delle masche, Buio in sala, La Dama blu, So dove parcheggi, In ginocchio da te, Non senza dolore, Oscuri percorsi, Violazione di domicilio.       

 

 


6 giugno 2018

Gabriele Gallo al Salone del Libro di Montagna con il terzo volume della guida ai rifugi




RIFUGIARSI nella descrizione di un attimo. Guida i rifugi ed ai bivacchi della provincia di Cuneo

Dopo le Liguri e le Marittime, la penultima tappa del viaggio tra le Alpi di Cuneo si snoda tra le Valli Grana e Maira, perle di una natura incontaminata dal fascino primordiale che qui rivive attraverso istantanee emozionali e pennellate di storia, arte e natura.

 

 

GABRIELE GALLO

Giornalista pubblicista dal 2016 (tessera professionale n.° 162466 rilasciata dall'Ordine dei Giornalisti del Piemonte), dopo il diploma di Maturità Classica conseguito presso il Liceo Classico "G. B. Beccaria" di Mondovì, mi sono laureato in Scienze e Cultura delle Alpi presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell'Università degli Studi di Torino, con successivi Corsi di Perfezionamento in Project Management della Montagna e Turismo Sostenibile per la Montagna presso l'Università degli Studi di Milano - Sede di Edolo (BS). Libero professionista dal gennaio del 2015, mi occupo di comunicazione, turismo, formazione professionale e sviluppo locale, con specifica applicazione agli ambienti montani e marginali in generale. 

 

4 giugno 2018

Giorgio Cugnod presente al Salone del Libro di Montagna con "Un Alpino nella storia" il Generale Giovanni Battista Piovano





Dalle steppe della Russia a Generale degli Alpini. E’ la storia di Giovanni Battista Piovano di Vicoforte. Ferito durante la ritirata del Don nella II Guerra Mondiale e per anni in prigionia rientra a casa e riprende il lavoro nell’esercizio di famiglia per poi rientrare a domanda nei ranghi dell’Esercito. La sua vita viene suddivisa in cinque distinti periodi: la giovinezza; la leva e la guerra; il ritorno a casa e al lavoro; il rientro nella carriera militare ed infine l’impegno nell’associazionismo e nella solidarietà. Il libro ripercorre la vicenda umana del protagonista, evidenzia l’ambiente in cui è vissuto e sottolinea la scelta inusuale di riabbracciare dopo un’interruzione la carriera militare. Lo stile semplice e scorrevole si caratterizza come un piacevole racconto che coinvolge ed invita a calarsi nelle vicende del protagonista, a seguire le sue peripezie e i suoi traguardi e nello stesso tempo ad immedesimarsi in un territorio e in una realtà d’altri tempi.

 

GIORGIO CUGNOD nasce a Pamparato (CN) il 30 giugno 1946, ultimo di quattro fratelli. Frequente nel paese natio le Scuole Elementari, poi, a Mondovì dove si è trasferita la famiglia, le Scuole Medie e il Liceo Classico “G.B. Beccaria”. Si laurea all’Università  di Torino in Chimica Pura e si dedica  all’insegnamento. Nel servizio militare frequenta il 44° Corso ACS presso Scuola Difesa Nucleare, Biologica, Chimica in Rieti e viene trasferito al 4° Reggimento Alpini in Torino e assegnato alla Compagnia Comando Servizi Reggimentali (CCSR) nella caserma “Montegrappa”. Congedatosi si iscrive all’ANA sez. Mondovì, collabora al concorso “Alpini” con il “Baruffi” di Ceva e coordina gli allievi del “Cigna” di Mondovì che vincono il concorso nazionale “Alpini, sempre” indetto dal Gruppo Alpini di Ponzone d’Acqui.